Incantations

DEMAMAH - 2012 SILENZIO CREATIVO


 

 

L’ARTE
di Laura Macchia
 
L’arte è pensiero e in quanto tale non può morire. La capacità espressiva dell’artista è strettamente legata alla libertà che gli è concessa o che sa concedere a se stesso restando indipendente dai movimenti di massa. L’arte è spiritualità dipinta o trascritta, ma innanzitutto avvertita. Nei periodi storici in cui la spiritualità non è coltivata o degnamente considerata anche l’espressione artistica può perdere genuinità, forza e purezza. Il pensiero artistico prosegue dalle esperienze passate, legge il suo tempo e sa parlare in forme nuove perché l’evoluzione chiede di adeguarsi al naturale procedere delle esperienze. Dipingere e scrivere sono due momenti d’arte strettamente collegati ed entrambi richiedono leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e musicalità. L’artista è spesso un filosofo a sua insaputa. L’arte è un modo di pensare; l’artista dovrebbe fare da tramite facendo vedere agli altri ciò che non è facile vedere e non soltanto rappresentando ciò che si vede in una ricerca estetica che nulla ha a che vedere con l’espressione artistica intesa come messaggio. Nella vera arte, quella che scava nell’interiorità e poi parla agli altri, dovrebbe trovarsi la rivendicazione delle forme non disegnate e dei racconti non raccontati, per rendere omaggio al mondo in cui viviamo e dal quale non riusciamo mai a disgiungerci. L’artista è profondamente immerso nella natura e nel cosmo, se ne sente parte integrante ed integrata; in questo senso la sua posizione è diversa da quella dell’ecologista e il suo dire della natura è insito e sottinteso nella descrizione delle forme che scaturisce da influenze percepite, per lo più senza denuncia o suggerimenti di salvezza. L’artista è l’uomo che avverte prima i disagi di situazioni disarmoniche, l’uomo che guarda senza saperlo, è colui che respira il nuovo prima di conoscerlo davvero. E quando la sua mano si lascia condurre dalla spiritualità più sottile si avverte l’armonia di un messaggio libero e profondo. Se l’arte dovesse proprio morire forse non ci sarebbero più mostre o musei ma l’uomo artista continuerebbe a rispondere a quella spinta interiore che lo porta a graffire un muro, a disegnare mentre parla, a pensare una pagina come ad un possibile campo dove rappresentare inconsciamente se stesso e le sue emozioni più recondite. Gli spazi, sia nell’arte visiva che nello scrivere, vengono pensati da sinistra in alto a destra in basso. Luci, ombre, segni, linee scaturiscono dalla mente in questa preordinata maniera, perché così è stato tramandato a noi occidentali dalla nostra tradizione. L’espressione artistica è pertanto ordine e rispetto del passato, occhi al presente nella sua potenzialità futura; non è esaltazione dell’estetica ma capacità di trasmettere, quasi in anticipo, emozioni in modo tale da produrre condivisione e pienezza. Non credo che l’uomo possa cambiare così tanto da non provare più emozioni, né che la tecnologia si possa sostituire all’alea costante che ci accompagna, né che si possa smettere di pensare. Spesso c’è il tentativo di mistificare ciò che è autentico con ciò che non lo è. In alcune circostanze gli artisti possono essere “costruiti” su misura di precise esigenze. Sta a tutti noi ribellarci alle coercizioni e cercare di distinguere, proprio perché l’arte vera non mente, parla dell’autore attraverso le sue scelte e raggiunge più facilmente la sensibilità del fruitore se si basa sull’autenticità. A questo proposito mi pare giusto sottolineare l’importanza di un riconoscimento positivo nei confronti di un’opera artistica. Ogni gratificazione correttamente guadagnata sarà stimolo e incoraggiamento per il lavoro futuro, sempre faticoso, spesso poco remunerativo e comunque irrinunciabile, dell’artista. Là dove, invece, si ricorra a compromessi per facilitarne il consenso, non ci sarà crescita ma inevitabile involuzione, magari abilmente mitigata dalla capacità tecnica e dal controllo estetico.





Genova, 8/6/2012    Il pittore Franco Bruzzone, il critico d'arte Germano Beringheli e l'artista Renato Cerisola in Incantations




Genova, 8/6/2012      Il critico d'arte Germano Beringheli e Laura Macchia in Incantations



 
 
 
 


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